A caccia di cervi nella Città Proibita
#Exhibitions

Il carattere di cervo, in cinese, è omofono del pittogramma "status", che per estensione è associato alla buona fortuna. Per questa ragione l’animale è tradizionalmente concepito come simbolo di buona sorte e felicità. L’intera mostra allestita nel Palazzo dell’Eterna Longevità espone giade, statuette di legno, oggetti del quotidiano e dipinti che ritraggono l’animale totem, venerato sia nella tradizione confuciana, così come in quella buddhista e taoista. Si possono ammirare anche gli archi e i fucili utilizzati nelle battute di caccia organizzate dall’entourage imperiale ogni anno alla fine dell’ottavo mese lunare. A partire dall’imperatore Kangxi della dinastia Qing, infatti, la caccia al cervo diventa un rituale imperiale per esercitare la pietà filiale nei confronti degli antenati. Allo stesso tempo è anche un modo per esercitare la corsa a cavallo e il tiro con l’arco. Cacciare il cervo nei boschi di Mulan, a Nord di Pechino, assicura al sovrano perfetta aderenza alle volontà del cielo.
Arianna Papalia - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Beijing