Le porcellane degli imperatori Hongzhi e Zhengde
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Svoltando leggermente a Est dalla porta della Purezza Suprema, ci si imbatte in due piccoli padiglioni della Città Proibita: la Sala dell’Astinenza e il Tempio dell’Onestà. I soffitti finemente intarsiati e l’eleganza degli spazi accolgono perfettamente la raffinatezza delle ceramiche di epoca Ming. Le porcellane esposte provengono sia dalla collezione imperiale che dal famoso sito delle fornaci imperiali di Jingdezhen, nello Jiangxi, e risalgono all’impero di Hongzhi e Zhengde, due sovrani che governarono la Cina a cavallo del XVI secolo. I vasi di color cobalto disegnano lo spazio con le loro forme sinuose. Sotto le lacche dei finissimi piatti o delle ciotole di porcellana "bianca e blu" danzano gli animali della mitologia cinese. I motivi floreali, invece, avvolgono le porcellane "doucai", famose per le decorazioni al di sotto e al di sopra dell’invetriatura. Soltanto pochissimi esempi di una produzione che già cinque secoli fa raggiungeva la perfezione formale.
Arianna Papalia - © 2017 ARTE.it per Bulgari Hotel Beijing