Anthea Hamilton: una zucca alle Duveen Galleries

Anthea Hamilton: una zucca alle Duveen Galleries
#Exhibitions

Che cosa si prova immaginando di essere un vegetale, per la precisione una zucca? È la domanda che si è posta Anthea Hamilton, invitata a ideare un’opera per le Duveen Galleries della Tate Britain. Tre maestose sale in stile neoclassico - primo spazio pubblico britannico progettato appositamente per esporre sculture - accolgono un’installazione avvolgente all’interno della quale, ogni giorno per più di sei mesi, si muove un performer vestito delle forme e dei colori di sette diverse varietà di zucca. Intorno, su una struttura di 7 mila mattonelle, trovano posto numerose opere della collezione Tate, scelte dalla Hamilton per le loro assonanze con il mondo naturale. Al di là dell’aspetto giocoso dell’opera, l’evento è tra gli appuntamenti di punta della programmazione annuale della Tate e in passato ha visto coinvolti alcuni tra i più grandi artisti britannici viventi, come Mona Hatoum, Mark Wallinger, Martin Creed, Fiona Banner, Phyllida Barlow, Cerith Wyn Evans. Nota per la sua vena surrealista e per aver scandalizzato il pubblico del Turner Prize con una scultura raffigurante una gigantesca porta a forma di glutei - Project for a Door (After Gaetano Pesce) - Anthea Hamilton è la prima artista afro-britannica a ricevere la commissione per le Duveen Galleries. Il suo lavoro si ispira al teatro di Antonin Artaud e prende spunto dalla fotografia di una performance di danza del 1960 che reinterpreta un rito degli indiani Hopi.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel LondonFrancesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London