Alla National Gallery Monet e le architetture di luce
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Non solo paradisi naturali, giardini e ninfee: Claude Monet fu affascinato dai paesaggi cittadini come dalla campagna. Anche i ponti di Londra, le strade di Parigi, le chiese della Normandia o i palazzi di Venezia hanno le carte in regola per trasformarsi, con un colpo di pennello, in straordinari teatri di luce. Al rapporto che il padre dell’Impressionismo intrattenne con l’architettura è dedicata la bella mostra in corso alla National Gallery. Quasi 80 dipinti, molti dei quali raramente esposti, raccontano la ricerca di Monet da un punto di vista nuovo. Il villaggio e il pittoresco, La città e il moderno, Il monumento e il mistero sono le tappe di un itinerario tra edifici antichi, contemporanei, umili o grandiosi. Su tutto, la capacità di Monet di trasformare la realtà in incanto attraverso il suo uso inimitabile del colore: “Altri pittori dipingono un ponte, una casa, una barca. Io voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa e la barca, la bellezza della luce in cui esistono”, scriveva l’artista. In mostra, per la prima volta insieme, i due quadri della Casa di Vétheuil. E poi il Canal Grande a Venezia, lo splendore del Mediterraneo nella View of Bordighera, le emozionanti Houses of Parliament al tramonto o nella nebbia, la Parigi di Rue Montorgueil brulicante di vita in un giorno di festa.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel London