Alla Tate Modern Joan Jonas, moderna sciamana
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Con le sue pionieristiche pratiche di performance e video ha rivoluzionato il panorama artistico degli anni Sessanta e da allora non ha mai smesso di stupire. È Joan Jonas, tra le più audaci artiste viventi nonostante le 81 primavere. La Tate Modern le dedica ora la più grande mostra mai allestita in Gran Bretagna sulla sua opera. Non una celebrazione retorica come si fa spesso con le icone di lungo corso, ma un evento sperimentale che rinnova le consuetudini del museo del Bankside, accostando al percorso espositivo vero e proprio proiezioni video allo Starr Cinema e installazioni negli spazi di The Tanks. E per chi vuol provare il brivido di vedere Joan in azione dal vivo, sono in arrivo le performance del BMW Tate Live Exhibition, sei serate in cui l’artista si metterà in gioco insieme a eminenti colleghi in numeri vecchi e nuovi. Tra le prime artiste a utilizzare il video, nella sua ricerca la Jonas ha incrociato la danza, il cinema sperimentale, la musica contemporanea, il disegno e il teatro giapponese Nō e Kabuki, servendosi di specchi, maschere, travestimenti per indagare i codici della rappresentazione. L’ambiente, gli animali e i cambiamenti climatici sono tra i suoi temi favoriti, insieme all’esplorazione del corpo e dell’identità.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London