Charles I King and collector alla Royal Academy of Arts
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Il suo tragico destino, piombatogli addosso con la decapitazione, nel 1649, non gli consentì di godere a lungo dei suoi gioielli, capolavori eccezionali acquistati o commissionati dallo stesso Carlo I ad artisti di fama mondiale, da Van Dick a Rubens, da Tiziano a Mantegna. Eppure, nonostante molti dipinti appartenuti al sovrano mecenate siano stati messi in vendita e dispersi in tutta Europa poco dopo la sua morte, parte del prezioso tesoretto, recuperato da Carlo II, si potrà ammirare nel corso di una mostra alla Royal Academy of Arts. Charles I: King and Collector riunirà infatti, per la prima volta, circa 150 lavori del XVII secolo, dai dipinti di Tiziano e Veronese alla pregevole collezione dei Gonzaga, che il "Re martire" raccolse durante la sua vita e che già nel 1649 contava circa 1500 dipinti e 500 sculture. La mostra si avvarrà anche di importanti prestiti dalla Royal Collection, dalla National Gallery, dal Louvre e dal Museo Nacional del Prado. Dai monumentali ritratti del re e della sua famiglia - capolavoro di Van Dyck e nucleo del percorso espositivo, come il celebre Le Roi à la chasse, che torna in Inghilterra per la prima volta dal XVII secolo - a Minerva protegge la Pace da Marte di Peter Paul Rubens, dal Trionfo di Cesare di Andrea Mantegna agli arazzi di Mortlake con gli Atti degli Apostoli di Raffaello, l’atteso appuntamento londinese inaugura le celebrazioni per i 250 anni della storica istituzione nel cuore di Piccadilly.
Samantha De Martin - © 2017 ARTE.it per Bulgari Hotel London