Tacita Dean nei templi dell’arte
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Tacita Dean si fa in tre, per un evento straordinario che la vede protagonista nei templi della tradizione artistica della capitale. Con un tris di esposizioni distinte la Dean porta la sua originale ricerca alla National Gallery, alla Royal Academy of Arts e alla National Portrait Gallery, unite in una collaborazione senza precedenti. In primo piano, i generi classici della pittura - paesaggio (Royal Academy), ritratto (National Portrait Gallery) e still life (National Gallery) - che l’artista britannica declina in chiave prettamente contemporanea: film, disegni e installazioni dialogano con le specificità dei musei ospitanti e con giganti della pittura di ogni tempo, da John Constable e William Turner a Francisco de Zurbaràn. Ma soprattutto balza agli occhi l’ampiezza del raggio d’azione di una delle artiste più influenti della scena attuale, che attraversa spazio, tempo, generi e pratiche differenti con naturale e personalissima coerenza. In un vasto repertorio di opere e medium, spiccano le video installazioni dedicate a Merce Cunningham, Cy Twombly, Mario Merz e David Hockney per la prima volta nel Regno Unito alla National Portrait Gallery; l’ambizioso film sperimentale Antigone, girato in Cinemascope 35 mm, e il monumentale disegno su ardesia The Mantafon Letter, realizzati appositamente per gli spazi della Royal Academy; il dittico Ideas for Sculpure in a Setting, messo a punto per ripensare il tema della natura morta alla National Gallery.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London