La Glyptotek di Pedro Reyes alla Lisson Gallery
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Per la sua prima esposizione londinese dopo il successo di Disarm, nel 2013, l’artista di Città del Messico, noto per aver trasformato alcune armi da fuoco in strumenti musicali, sceglie per la sua performance alla Lisson Gallery, un approccio astratto alla scultura prediligendo materiali come la pietra vulcanica, il marmo, il bronzo, l’acciaio. “Ogni statua commemora un evento storico o la vita di una persona particolarmente influente” spiega l’artista che, tra le sue immagini di rivolta, porta a Londra il duo scultoreo Versus Machina, in cui una figura di donna trafigge un robot con una lancia, quasi a rievocare la posa di San Giorgio che annienta il drago o ancora il dinamico gruppo del Laocoonte. L’immagine dell’umanità ritratta mentre conduce la sua lotta contro la macchina è molto presente nei lavori dell’artista che mette fortemente in discussione la possibilità di risolvere ogni problema attraverso il ricorso alla tecnologia. Realizzato in bronzo, da un originale in cemento, Versus Machina mostra ancora le cicatrici riportate durante il terremoto in Messico, del settembre 2017, in seguito al quale Reyes ha fatto ritorno alla sua attività di architetto per supportare il team di cento colleghi impegnati nella ricostruzione. Torri sovrapposte e strutture a incastro sorreggono figure totemiche in mostra, esplorando non solo la geometria e l’astrazione, ma anche l’eredità del modernismo, come emerge da opere come El quinto sol. E poi ci sono le sculture sinestetiche, come Seer e Jaguar, dove un occhio esce da una bocca e, viceversa, una lingua sbuca dall’organo della vista. Questo show intessuto di simboli è parte della ricca iconografia di un artista che ha conquistato l’attenzione internazionale grazie ai suoi progetti sensibili ai temi della politica e dell’attualità, e che incitano al cambiamento attraverso la creatività e l’umorismo.
Samantha De Martin - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel London