I dipinti di Eric Fischl alla Skarstedt Gallery
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Un naso rosso da clown e la sua inconfondibile chioma bionda. È proprio lui: Donald Trump travestito da pagliaccio in uno dei dipinti appesi alle pareti della Skarstedt Gallery. Le opere di Eric Fischl che compongono la mostra Presence of an Absence, si muovono dentro ambienti domestici, ma qualcosa fa sempre vacillare quella serenità tipica dei sobborghi americani. Come nella precedente esposizione newyorchese, Late America, anche qui un forte dualismo accarezza i dipinti, un senso di disconnessione tra l’apparenza esteriore, fatta di ricchezza e sicurezza, e il sentimento interiore guidato dalla paura e dal desiderio di qualcosa di inspiegabile. E a vacillare sono proprio i valori americani, di una società alle prese con incertezza politica e una cronica mancanza di soddisfazione. L’artista non trascura il simbolico significato dei colori, utilizzando spesso il nero per vestire i protagonisti, dando quasi l’impressione che siano pronti per un funerale. O per rappresentare l’assenza di comunicazione tra i personaggi, raffigurati nello stesso quadro ma distanti e muti. Fischl mette su tela domande universali, perché a volte un dipinto vale più di mille parole.
Margherita Visentini - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel London