Winckelmann e Milano: un omaggio per i 300 anni dalla nascita

La città che nel 1779 regalò agli appassionati la prima traduzione in italiano della Storia delle arti del disegno presso gli antichi di Johann Joachim Winckelmann - stampata nella nuova tipografia cistercense di Sant’Ambrogio e premiata dall’imperatrice Maria Teresa con alcune medaglie d’oro - celebra il padre della storia dell’arte antica a trecento anni dalla sua nascita. È un legame stretto quello che unisce Milano all’illustre teorico del Neoclassicismo. Un affetto che trapela anche dall’impegno finanziario dei ben 66 milanesi che decisero di sostenerne l’importante pubblicazione. Cuore ideale di questa festa che omaggia l’archeologo tedesco, strenuo sostenitore di un’arte fondata sulla “nobile semplicità e quieta grandezza” tipica dei canoni classici, è la Sala Santa Maria della Biblioteca Braidense. Promossa in collaborazione con l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere l’esposizione si sofferma sull’importante ruolo di Milano nella diffusione italiana del pensiero di Winckelmann, pioniere dello studio dell’Ellenismo. Stampe, manoscritti, libri antichi, elementi scenografici, pannelli didattici descrivono il rapporto tra illustri personaggi milanesi - tra questi Alberigo Archinto e Ludovico Bianconi, che ne favorirono il suo arrivo in Italia - e l’antichista tedesco.

Samantha De Martin - © 2017 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano