Alla Scala il Simon Boccanegra
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Quando il Simon Boccanegra fece il suo debutto al Teatro La Fenice di Venezia, su libretto di Francesco Maria Piave, era il 12 marzo 1857. Alcuni giorni dopo, un rammaricato Giuseppe Verdi avrebbe scritto a un’amica: “Il Boccanegra ha fatto un fiasco quasi altrettanto grande come quello della Traviata”. Per oltre vent’anni il compositore, le cui aspettative erano rimaste profondamente deluse da quel debutto a Venezia, rimaneggiò la complessa partitura di questo oscuro dramma privato e la nuova e definitiva versione andò in scena il 24 marzo del 1881 al Teatro alla Scala sotto la direzione di Franco Faccio. Dopo 130 anni la vicenda del corsaro genovese che nel Trecento riuscì a salire al trono dogale grazie all'appoggio di un amico e che al termine di una vita funestata da tragici eventi morì avvelenato da colui al quale aveva concesso la propria fiducia, arricchisce dall’8 febbraio al 4 marzo la stagione scaligera 2018. La produzione del capolavoro verdiano firmata da Federico Tiezzi ha trovato nella guida musicale di Myung-Whun Chung una rinnovata spinta artistica, salutata con entusiasmo alla Scala ma anche nelle tournée allo storico Bol’šoj e in Cina. Gli abbandoni lirici, le suggestioni paesaggistiche, le pulsazioni emotive della partitura corrono sul palcoscenico sospinti dalla sensibilità del direttore, avvolgono i personaggi - Leo Nucci, nei panni di Simone, la nobile Amelia, interpretata da Krassimira Stoyanova, e Jacopo Fiesco, che rivive grazie a Dmitri Belosselskiy - restituendo al pubblico un’opera celebre, che vibra di una rinnovata spinta artistica.
Samantha De Martin - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano