Alla Scala il Don Pasquale di Livermore
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Le intense melodie di Gaetano Donizetti e l’eccezionale bacchetta di Riccardo Chailly incontrano lo sguardo contemporaneo di Davide Livermore in un grande titolo del repertorio ottocentesco. Dopo i sodalizi con Gabriele Salvatores e Mario Martone, la Scala approfondisce il proprio percorso di collaborazione con registi di spicco del panorama nazionale: il Don Pasquale torna al Piermarini nella produzione firmata da uno degli artisti italiani più apprezzati sui palcoscenici del mondo. Leggerezza e profonda umanità trovano una magnifica sintesi nel lavoro che, secondo la tradizione, Donizetti compose in soli 11 giorni per il Théâtre-Italien di Parigi. L’avaro e vanesio Don Pasquale, il giovane nipote Ernesto, il dottor Malatesta, l’astuta ed esuberante Norina ricordano i protagonisti della Commedia dell’Arte in una storia che mette in scena i temi dell’amore e della vecchiaia con sfumature tragicomiche. Tra i punti forti dell’opera, il ritmo serrato e travolgente in una cavalcata di arie, danze e brani d’insieme, ma anche l’attenzione alla resa psicologica e al taglio teatrale dei personaggi. Innovazione e rispetto per i valori musicali coesistono in uno spettacolo che, insieme al talento baritonale di Ambrogio Maestri, porta sul palco il meglio della nuova generazione del Belcanto con René Barbera, Mattia Olivieri e Rosa Feola, già applauditissima la scorsa stagione nella Gazza Ladra diretta da Chailly.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano