Al Bagatti Valsecchi il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk
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Una scarpa e un cucchiaino, la saliera e il bottone di una camicetta… Lontano dall’amata cugina Füsun, Kemal Basmaci raccoglie ossessivamente ogni oggetto che la riguardi. Succede nel Museo dell’Innocenza, tra i più grandi successi del Premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, che concepì insieme al romanzo un originale progetto espositivo: la creazione di un vero museo che raccogliesse in 29 vetrine - una per ogni capitolo del libro - le tracce di una passione. Detto fatto: dal 2012 la Casa di Füsun, in un angolo del centro storico di Istanbul, è sede di uno spazio incantato in cui realtà e finzione si intrecciano su più livelli, dando luogo a domande sulla natura stessa dell’arte, dell’attività collezionistica e dell’esposizione. A sancire la riuscita dell’esperimento, l’European Museum of the Year Award, di cui il museo di Pamuk è stato insignito a due anni dall’apertura. Non è un caso se, dopo Londra e Oslo, il Museo dell’Innocenza sbarca al Bagatti Valsecchi di Milano: la casa museo di Via del Gesù è uno dei luoghi che ispirarono lo scrittore e compare nelle pagine del libro come una delle mete predilette dal protagonista Kemal. Nell’allestimento studiato da Piero Lissoni, i visitatori potranno ripercorrerne i passi e i turbamenti attraverso oggetti, immagini, installazioni video, nelle suggestive atmosfere della città sul Bosforo tra gli anni Settanta e Ottanta. Da non perdere, le spiegazioni dalla viva voce del Premio Nobel e il suggestivo gioco di specchi tra i due musei.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano