Al Castello Sforzesco “Pietà”: Michelangelo visto da Barry X Ball
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Da sempre passato e futuro si danno appuntamento nell’opera di Barry X Ball, l’artista statunitense che ha fatto della reinterpretazione tecnologica di storiche sculture la propria cifra distintiva. Questa volta a passare attraverso le sue scansioni 3D è nientemeno che la Pietà Rondanini di Michelangelo, fiore all’occhiello delle collezioni del Castello Sforzesco. La nicchia in pietra serena della Sala degli Scarlioni, che dagli anni Cinquanta al 2015 ha ospitato l’emblema del non finito michelangiolesco, ospita ora la replica scolpita in onice bianco iraniano, che celebra “l’utopia di una materia” indomabile, eppure dominata e sublimata, unendo alla progettazione virtuale e alla modellazione al computer l’intaglio dei dettagli e la levigatura a mano. Se per ammirare l’originale rinascimentale basterà scendere nel Cortile delle Armi del Castello, nella Sala XV il pubblico potrà approfondire la conoscenza di Barry X Ball attraverso l’espressivo Pseudogroup of Giuseppe Panza: qui l’artista ha reso omaggio al suo celebre mecenate italiano con un ritratto in nove esemplari in marmo della Macedonia, ispirato alle sculture della Roma repubblicana. E per un itinerario completo nella sua opera, nulla di meglio di una puntata a Villa Panza, gioiello del FAI a Varese, dove è allestita una retrospettiva completa sullo scultore californiano: un excursus dai primi lavori a fondo oro ai più recenti Portraits e Masterpieces, che tra marmi, alabastri e lapislazzuli riflettono sul valore dell’arte oltre il tempo, intrecciando unicità e serialità.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano