Al Museo del Novecento il viaggio di Giosetta Fioroni

Al Museo del Novecento il viaggio di Giosetta Fioroni
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Lucida, esplosiva e spesso fuori dal coro, Giosetta Fioroni ha attraversato stagioni decisive del Novecento italiano con sguardo aperto e personale. Oltre 90 opere ne ripercorrono l’intera avventura nella sua prima mostra monografica milanese. Ci sono gli Argenti, volti e figure iconiche realizzate con vernici industriali nei favolosi anni Sessanta, la celebre performance La Spia Ottica del 1968, ma anche le variopinte ceramiche degli anni Novanta - case, abiti, animali e teatrini, preziosi giocattoli per adulti ispirati alla fantasia e al mondo dell’infanzia. Fino alla produzione più recente dedicata alla riflessione sul corpo e sull’identità, con i cicli Senex e Altra Ego creati insieme a Marco Delogu. Dietro il ritratto di una personalità spiccata, unica donna, per esempio, a far parte della Scuola di Piazza del Popolo, si delinea il milieu artistico e letterario con cui la Fioroni fu in contatto, da Toti Scialoja a Cy Twombly, da Goffredo Parise a Eugenio Montale. “La realtà non si forma che nella memoria”, diceva Giosetta citando Proust: al Museo del Novecento un itinerario a ritroso lungo oltre 60 anni dà conto della sua ricerca estremamente versatile, capace di utilizzare mezzi diversissimi - dalla pittura al video e alle arti performative - traendo spunto dagli studi di Propp sulla fiaba, dal mondo del cinema o dai dipinti di Gian Domenico Tiepolo. Comune a ogni fase, un linguaggio potente, fatto di simboli ed emozioni.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano