Camillo Boccaccino tra sacro e profano
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Era considerato il genio più grande della scuola cremonese, Camillo Boccaccino, il pittore manierista protagonista del sesto dialogo in programma alla Pinacoteca di Brera. La sua Madonna col Bambino in gloria con i Santi Bartolomeo, Giovanni Battista, Alberto da Trapani e Girolamo, del 1532, proveniente dalla Chiesa carmelitana di San Bartolomeo a Cremona, oggi alla Pinacoteca di Brera, e considerata una delle più significative composizioni del pittore, con le sue citazioni dai maestri del classicismo cinquecentesco, sarà posta in dialogo con altre opere. Da una parte Venere e Amore, dalla collezione Ruggero Poletti, sempre di argomento profano, dall’altra Amore che si specchia nello scudo (1532-1537), proveniente da una collezione privata, e infine Venere e Amore di Giulio Cesare Procaccini (1615-1620), in arrivo dalla Francia a documentare il fascino persistente esercitato, anche sulla generazione successiva, dall’elegantissimo nudo di donna accasciato su un prato. Sarà un dialogo nuovo quello al quale il visitatore è invitato a partecipare e che, a differenza dei precedenti, che concepivano una diretta giustapposizione delle opere, inviterà lo spettatore a spaziare, a rincorrere e gustare la teoria di echi e rimandi, muovendosi da un lato all’altro della sala.
Samantha De Martin - © 2018 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano