Dal cinema alla pittura: il talento di Gus Van Sant
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Dopo il successo di Icone, il progetto espositivo che ha portato per la prima volta in Italia pittura, musica e fotografie di Gus Van Sant, il cineasta statunitense torna nel Bel Paese con una proposta che conferma la fama del suo versatile talento. Tra gli astri più brillanti del cinema indipendente americano, ma capace di confrontarsi anche con le grandi produzioni di Hollywood, Van Sant ha conquistato l’attenzione del pubblico mondiale con film come Elephant, vincitore della Palma d’Oro a Cannes per il miglior lungometraggio e la miglior regia (2003). Uno spirito inquieto e anticonformista, che si muove con naturalezza tra arti, generi e discipline differenti. Denominatori comuni: gli scenari urbani di Portland, i paesaggi del deserto, l’attitudine sperimentale, il tema della giovinezza e le sue percezioni alterate, l’attrazione verso artisti e atmosfere della Beat Generation. “Paintings and films are really similar”, spiega Van Sant: “both rely on composition and color and light - and both move in their own ways”. Dall’enigmatico titolo Not Sure alla definizione di “illustrazioni immaginarie”, nel lavoro in mostra a Milano tutto sembra in linea con l’approccio originale che finora ha connotato le creazioni del regista. A rendere unico l’evento, l’esclusiva per il pubblico italiano e lo speciale allestimento che vede le nuove opere applicate direttamente sul muro della galleria Le Case d’Arte.
Francesca Grego - © 2017 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano