Da FM la Cina come a teatro
#Art

Dopo Non-Aligned Modernity, dedicata all’arte dell’Europa dell’Est, e Il Cacciatore Bianco, che ha esplorato la produzione contemporanea africana, FM Centro per l’Arte Contemporanea punta tutto sull’Estremo Oriente. In The Szechwan Tale la Cina si svela in un percorso che, spaziando tra pittura, fotografia, installazioni, video e documentari, presenta opere provenienti da prestigiose collezioni private di tutto il mondo. Più di 30 gli artisti cinesi e internazionali, con nomi del calibro di Chen Zhen, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Piero Gilardi, Qiu Zhijie e Joan Jonas, che osservano la storia delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso la lente del teatro, fil rouge del progetto espositivo. Gli elementi della macchina teatrale - pubblico, sipario, attori, marionette, costumi, scenografie, testi, musiche - si trasformano in metafore eloquenti, in grado di mettere in scena un’ampia gamma di fenomeni storici e sociali. Tra automi, maschere e teatro delle ombre, balzano in primo piano incroci culturali evocativi: a partire dal titolo della mostra, che si ispira a The Good Person of Szechwan di Bertolt Brecht, per arrivare a Mei Lafang (1894-1961), un importante attore del teatro cinese moderno, che ha esercitato la sua influenza sul teatro d’avanguardia russo e tedesco. Senza dimenticare i riferimenti all’opera lirica, in cui non sono mancate le suggestioni dell’Oriente.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano