Lo sguardo cinematografico di Alex Prager

Lo sguardo cinematografico di Alex Prager
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C’è tutto il melodramma umano con i suoi inquietanti marosi racchiuso nei lavori dell’artista americana Alex Prager. Dai principi estetici del cinema hollywoodiano all’universo della moda, le immagini della fotografa - in mostra alla Photographers’ Gallery per la sua prima retrospettiva europea - travolgono il pubblico con una sorprendente moltitudine di stati emotivi e possibilità narrative. Grazie al suo sguardo cinematografico oltre che fotografico, Prager descrive spesso gli spazi in cui le persone si ritrovano a volte involontariamente. Strade, spiagge, sale d'aeroporto, teatri compongono il set in cui una prospettiva aerea pone lo spettatore in una posizione di sorveglianza, offrendo un punto di vista ottimale per osservare i personaggi nei suoi fotogrammi. Le figure femminili, colte spesso in un primo piano che enfatizza le emozioni esagerate, strette in abiti volutamente stilizzati e presentate con acconciature improbabili, occupano un ruolo centrale nei lavori di Prager. Le oltre 40 fotografie del percorso intitolato Silver Lake Drive si affiancano all’opera cinematografica e a video recenti. In un solo colpo d’occhio il visitatore capta l’artificialità del cinema hollywoodiano degli anni Cinquanta, l’atmosfera straniante dei dipinti di Hopper, l’universo apatico di Larry Sultan, l’approccio melodrammatico di Todd Haynes. E naturalmente i costanti rimandi all’immaginario di Hitchcock, in un contesto nel quale personaggi ed eroine non sembrano mai del tutto al sicuro.
Samantha De Martin - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London