Antoine Mortier. Quando l’inchiostro diventa realtà

Antoine Mortier. Quando l’inchiostro diventa realtà
#Exhibitions

Il modernista belga Antoine Mortier debutta in Cina con una grande mostra, frutto di prestiti da collezioni private sparse in tutto il mondo. Diversamente dalla maggior parte dei suoi contemporanei, Mortier è diventato famoso per il sapiente uso dell’inchiostro, con il quale diede vita ad opere al tempo stesso intime e monumentali. Nelle sale dello Tsinghua Art Museum, 50 dei suoi lavori si caricano di nuove risonanze, in dialogo con la tradizione e l’attualità dell’arte cinese. Da sempre tra i principali mezzi espressivi del grande Paese asiatico, per Mortier l’inchiostro è stato invece una scelta e una conquista arrivata dopo anni di impegno e disciplina. Chiuso nel suo studio di Bruxelles ha imparato a padroneggiarne una tecnica complessa, per poi metterla a frutto in opere a metà strada tra l’astratto e il figurativo, in cui corpi e oggetti rappresentano solo un punto di partenza. Potenza, rapidità, spontaneità e precisione ricordano la pratica della calligrafia cinese, mentre sulla carta la realtà si disincarna e si trasforma in sensazione. Interiorità soggettiva e temi universali si incontrano nelle opere di grande formato selezionate per l’evento di questo inverno, mostrando come l’arte sia una “porta magica” capace di mettere in contatto mondi lontani.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Beijing