L’arte ai tempi del consumismo

L’arte ai tempi del consumismo
#Art

La mostra collettiva Society Guidance ha lo scopo di indagare i percorsi espressivi e di ricerca intrapresi dagli artisti cinesi all’inizio degli anni Novanta. L’esposizione è un invito a riflettere su un preciso momento storico, quando, agli albori della nuova società cinese frutto delle riforme di fine anni Ottanta, i cittadini sentivano il forte desiderio di un rinnovato sistema di valori sociali. Protagonisti tre artisti che hanno segnato dei momenti indelebili nel panorama espressivo cinese del tempo. Chen Shaoxiong si è formato presso l'Accademia di Belle Arti di Guangzhou. La pratica artistica di Chen abbraccia una grande varietà di mezzi artistici, tra cui la fotografia, la video art, l'installazione e l’inchiostro tradizionale, mezzi con cui indaga sul paesaggio urbano in continua evoluzione nella Cina contemporanea. Il suo lavoro è stato inserito nella celeberrima collettiva Art and China after 1989: Theatre of the World organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum nel 2017, garantendogli così un posto nell’Olimpo dell’arte contemporanea. Ren Jian e il suo New History Group nel 1990 dichiararono che l’arte contemporanea fosse stata trasformata in un prodotto da consumare. I loro famosi slogan “No art, just product” o “Art as fast food, ready to serve people” sono passati alla storia come una prima denuncia artistica contro la società del consumismo verso cui la Cina si stava affacciando. Il terzo attore di questa esposizione è Wang Jing. Originario della provincia dello Shanxi, ha dedicato i suoi studi e le sue prime ricerche artistiche alla pittura tradizionale cinese mettendo a disposizione le proprie conoscenze presso il Beijing Institute of Clothing. Frustrato dal dover incanalare la sua creatività in una istituzione, Wang lascia il lavoro e inizia a creare opere sperimentali come artista indipendente. Il suo famoso Knocking at the Door del 1995 in cui ha dipinto alcuni dollari americani su vecchi mattoni della Città Proibita, lo ha portato sotto le luci della ribalta della critica internazionale. Le opere esposte fungono da indicatori artistici dei cambiamenti vissuti dalla moderna società cinese, tappe espressive sulla linea del tempo in grado di stabilire connessioni tra passato, presente e futuro che non possono essere ignorate ancora oggi.
Giorgia Cestaro - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Beijing