Entrare in una mostra di Carsten Höller significa spesso perdere l’equilibrio - fisico e mentale. L’artista, con una formazione scientifica in scienze agrarie, ha costruito negli anni un linguaggio in cui l’esperimento diventa esperienza artistica e lo spazio espositivo si trasforma in quello che lui stesso definisce un “laboratorio del dubbio”. All’UCCA di Pechino, Höller presenta una selezione delle sue opere più iconiche insieme a nuovi progetti pensati appositamente per il contesto della capitale cinese. Il percorso invita il pubblico ad immergersi in ambienti che alterano la percezione: scivoli che attraversano le gallerie, dispositivi ottici che ribaltano la visione e installazioni che giocano con luce, suono e scala. Fin dagli anni Novanta, quando iniziò ad avvicinarsi all’arte dopo la carriera scientifica, Höller ha esplorato il rapporto tra gioco, tecnologia e comportamento umano. Le sue installazioni trasformano spesso il visitatore in partecipante attivo, creando situazioni collettive in cui percezione e interazione diventano parte dell’opera. Tra attrazioni da luna park e esperimenti percettivi, il lavoro di Höller continua ad interrogare il modo in cui costruiamo la realtà e condividiamo lo spazio con gli altri.