Fabrice Hyber e Yu Kongjian immaginano una natura che respira

Fabrice Hyber e Yu Kongjian immaginano una natura che respira
#Exhibitions
Fabrice Hyber, Erosion, 2026

Che cosa accade quando un artista e un architetto paesaggista iniziano ad osservare la natura non come qualcosa da controllare, ma come un organismo vivo con cui entrare in relazione? È da questa domanda che nasce The Weeping Sponge, la mostra che la ShanghART Gallery dedica a Fabrice Hyber nella sede di Pechino. Il progetto prende forma dal dialogo tra Hyber e il celebre paesaggista cinese Yu Kongjian, teorico delle “Sponge Cities”: città progettate per assorbire l’acqua e convivere con i cambiamenti climatici invece di contrastarli con infrastrutture rigide e invasive. Per entrambi, il paesaggio è una struttura permeabile, capace di adattarsi e trasformarsi nel tempo. Da oltre trent’anni Hyber porta avanti una ricerca simile nella regione francese della Vandea, dove ha trasformato cento ettari di terreno in un laboratorio ecologico a cielo aperto. Qui l’artista coltiva, pianta alberi e crea sistemi idrici rispettando il ritmo naturale della valle e intervenendo il meno possibile. Le sue opere nascono proprio da questa relazione lenta con il territorio, tra pioggia, vegetazione e mutazioni climatiche. I dipinti in mostra non documentano semplicemente un paesaggio: restituiscono l’idea di una natura che continua a cambiare, respirare e rigenerarsi insieme all’uomo.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Beijing