Lala Rukh, la memoria e l'eredità

Lala Rukh, la memoria e l'eredità
#Exhibitions
Lala Rukh, River in an ocean I, 1994, Tecnica mista su carta fotografica | Courtesy Estate Lala Rukh | Grey Noise, Dubai

La galleria Grey Noise di Dubai inaugura una mostra monografica dedicata all’artista pakistana Lala Rukh, figura chiave dell’arte minimalista e dell’attivismo femminista in Sud Asia. Nata a Lahore nel 1948 e scomparsa nel luglio 2017, Lala Rukh è stata pittrice, educatrice e attivista di primo piano. Co‑fondatrice del Women’s Action Forum nel 1981, si batté contro le leggi discriminatorie imposte dal regime militare di Zia ul‑Haq, sfruttando l’arte sia come mezzo di denuncia politica sia come strumento di formazione collettiva. Fu arrestata durante le proteste contro i provvedimenti repressivi e promosse numerose iniziative grafiche con la sua comunità artistica. La sua pratica artistica, caratterizzata da un’estetica meditativa e minimalista, ruotava attorno al tempo, al suono, all’ampiezza di spazi come l’orizzonte e i corpi d’acqua, e al ritmo del disegno e della calligrafia. Il suo lavoro finale, Rupak (2016), un’installazione che combina animazione, suono e ottantotto disegni ispirati ad un ciclo ritmico del tabla, è stato presentato a documenta 14 e acquisito da importanti collezioni come quella della Tate Modern e del Metropolitan Museum of Art. Alcune sue opere, come Mirror Image (1997), sono state acquisite dal Metropolitan Museum nel 2020.
Paolo Mastazza - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Resort Dubai