Da Carbon 12 a Dubai arriva The Narrative of Decline, mostra collettiva curata da Bernhard Buhmann in cui il tema centrale è la decadenza nei suoi vari significati estetici, politici e personali. Buhmann, pittore e sociologo austriaco noto per rappresentazioni di clown, macchine fantastiche e creature oniriche, invita il pubblico a riflettere sulle trasformazioni dei corpi, degli oggetti e dei linguaggi visivi, quando lo scorrere del tempo ne riduce il vigore e la capacità narrativa. L’esposizione presenta un ventaglio di pratiche e materiali: dalla pittura figurativa contaminata da espressioni grottesche, fino a installazioni scultoree che mettono in scena il deterioramento e l’usura. Molte opere adottano un registro ambivalente, dove l’ironia accarezza la malinconia e il senso di smarrimento, richiamando l’idea che ogni forma di grandezza possa diventare fragile, instabile, persino comica. Lo sguardo curatoriale di Buhmann posiziona i lavori in una sequenza narrativa: si sviluppa una sorta di racconto episodico in cui luci e ombre si alternano, ricordando al visitatore che la promessa di progresso non è immunizzata contro la crisi. Non si tratta di un grido apocalittico, ma di un gentile invito ad osservare le rovine del presente con uno sguardo sensibile e ironico. La mostra si colloca all’interno di un filone contemporaneo che porta l’attenzione della cultura visiva verso la riflessione sulla fine, sul deterioramento, sul corpo e sulla memoria. Un percorso critico che attraversa la decadenza non come condanna, ma come occasione per riattivare visioni alternative, per rinnovare rituali estetici e politici, talvolta rimettendo in gioco la forma stessa dell’arte.
Maraya Art Centre presenta la mostra personale di Salmah Almansoori organizzata in collaborazione con Firetti Contemporary. Il progetto esplora il rapporto tra corpo, memoria e mutazione attraverso installazioni, sculture e materiali stratificati.
La mostra The Task of the Mythologist introduce la ricerca di Anahita Razmi, artista che lavora sul trasferimento culturale di immagini e gesti. Appropriazione, ironia e rigore concettuale definiscono una pratica che mette in crisi identità e narrazioni dominanti. A Dubai, Razmi indaga il mito come costruzione instabile e in continua riscrittura.
Rumi: The Musical arriva a Dubai nel giugno 2026 dopo il debutto londinese. Lo spettacolo racconta l’incontro tra Rūmī e Shams di Tabriz attraverso il linguaggio del musical contemporaneo, privilegiando la trasformazione interiore e il conflitto emotivo rispetto alla narrazione biografica.
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