I limiti invalicabili dell'illusione

I limiti invalicabili dell'illusione
#Exhibitions
Safwan Dahoul, Dream 273, 2025, Tecnica mista su tavola, 17 × 13 × 5 cm | © Safwan Dahoul

Da oltre trent’anni Safwan Dahoul costruisce il proprio universo pittorico all’interno della stessa stanza. Nato a Hama nel 1961, Dahoul appartiene ad una generazione di artisti che hanno attraversato il passaggio tra modernismo arabo e pratiche contemporanee. In The Eye: An Aperture Into the Soul, presentata alla Ayyam Gallery, questo spazio cambia però natura: la stanza si restringe, si comprime e diventa una struttura chiusa, quasi una cella mentale. Uno spazio quasi sempre monocromatico, privo di riferimenti precisi, dove corpi e figure sembrano sospesi in una condizione di silenzio e attesa. La mostra prosegue il lungo ciclo Dream, serie iniziata alla fine degli anni Ottanta e diventata il nucleo centrale della ricerca di Dahoul. Le nuove opere mostrano figure raccolte su loro stesse, spesso isolate all’interno di ambienti geometrici compressi, dove ogni possibilità di apertura verso l’esterno sembra ridotta al minimo. In questo contesto, l’occhio assume un ruolo centrale: non più semplice dettaglio anatomico ma unica soglia attraverso cui l’interiorità riesce ancora a manifestarsi. La mostra affronta il momento in cui “l’illusione della libertà” si dissolve: se nei lavori precedenti le figure potevano ancora muoversi all’interno dello spazio pittorico, qui appaiono invece contenute entro limiti invalicabili. Il risultato è una pittura dove la tensione psicologica non nasce da eventi narrativi espliciti ma da una sensazione di sospensione continua.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Resort Dubai