David di Michelangelo in 3D, tra memoria storica e innovazione tecnologica

David di Michelangelo in 3D, tra memoria storica e innovazione tecnologica
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Svelata il 27 aprile scorso, la riproduzione in 3D del David di Michelangelo campeggia all’interno del Padiglione italiano di Expo 2020. È il fulcro del Teatro della Memoria, uno spazio ottagonale strutturato in modo tale da permettere di ammirare l’opera da diverse angolazioni e di poterla guardare negli occhi. L’originale, uno dei capolavori del Rinascimento italiano, si trova all’interno del Museo della Galleria dell’Accademia di Firenze. Da lì è partito questo processo di riproduzione, unico nel suo genere, che ha coinvolto un team di tecnici e ricercatori del mondo universitario e industriale. Un percorso tecnicamente complesso, anche per le dimensioni della statua michelangiolesca, alta 520 cm incluso il basamento di 108 cm. Percorso che è stato realizzato in varie fasi. Dalla digitalizzazione completa della scultura, a cui è seguita, grazie all’utilizzo di una stampante in 3D di ultima generazione, la duplicazione in resina riciclata. È poi intervenuta una equipe di restauratori che ha rivestito l’opera con polvere di marmo di Carrara per restituirle la sua vera "pelle" e i segni del tempo. Un’operazione in cui le tecnologie più innovative si sono incontrate con le capacità artigianali più avanzate.
Alessandra Migliorini - © 2021 ARTE.it per Bulgari Resort Dubai