Dia Al-Azzawi: un esule che guarda la sua patria da lontano

Dia Al-Azzawi: un esule che guarda la sua patria da lontano
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Dia al-Azzawi è un artista iracheno, nato a Baghdad nel 1939, esule a Londra dal 1976. Da allora non è più tornato in Iraq, ma in tutti questi anni non ha mai smesso di raccontare con le sue opere i conflitti che affliggono la sua patria e più in generale il Medio Oriente. Sensibile alle ingiustizie, Azzawi sente come compito di un artista e di un intellettuale quello di dare voce a chi non ce l’ha, di raccontare e far riflettere su ciò che accade nei paesi arabi. Famoso il suo dipinto Sabra and Shatila Massacre 1982-1983 ispirato all’omonimo massacro avvenuto in Libano, o anche My Broken Dream, un colossale lavoro monocromatico dedicato ai recenti drammi del suo paese. Formatosi come archeologo ha portato nella sua pratica artistica anche l’amore per la storia antica, la calligrafia araba e i simboli babilonesi, come testimoniano le recenti opere ora esposte alla Meem Gallery di Dubai. Acrilico su tela dai colori vivaci in cui tornano alcuni elementi caratteristici, come il riferimento al mondo arabo, l’interesse per la forma e per l’architettura. In mostra anche delle incisioni realizzate nel 2018 ma basate su dei disegni originariamente creati dall’artista negli anni ’70, per accompagnare un volume commemorativo di racconti del famoso scrittore e attivista politico palestinese Ghassan Kanafani. The Man Who Died Not, questo il nome della serie, rappresenta una profonda e dolorosa riflessione sull’apolidia.
Alessandra Migliorini - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Dubai