La ricerca di Anahita Razmi si sviluppa lungo le linee di frattura tra culture, linguaggi e sistemi di rappresentazione, interrogando il modo in cui immagini e simboli circolano, si trasformano e producono nuovi significati. Nata ad Amburgo da madre tedesca e padre iraniano, Razmi ha costruito una pratica che riflette una condizione di attraversamento culturale, facendo della migrazione dei codici visivi e dei gesti uno dei nuclei centrali del suo lavoro. Attiva tra video, fotografia, installazione e performance, l’artista lavora spesso per appropriazione e spostamento: immagini iconiche, riferimenti alla cultura popolare, movimenti codificati e narrazioni storiche vengono estratti dal loro contesto originario e ricollocati in nuovi scenari, dove assumono significati ambigui e talvolta contraddittori. Questo processo mette in crisi le categorie di autenticità, identità e appartenenza, rivelando le dinamiche di potere implicite nella produzione e nella circolazione delle immagini. Nel corso degli anni Razmi ha esposto in numerosi contesti internazionali, partecipando a grandi appuntamenti istituzionali e a mostre museali in Europa, Asia e nelle Americhe. La sua pratica si distingue per una combinazione di rigore concettuale e ironia sottile, capace di trasformare immagini familiari in dispositivi critici che interrogano stereotipi culturali, relazioni tra Oriente e Occidente e costruzione del mito contemporaneo. Con The Task of The Mythologist, in apertura il 17 gennaio 2026 alla Carbon 12 Gallery di Dubai, Razmi prosegue questa indagine sul potere delle narrazioni e sulla loro capacità di plasmare l’immaginario collettivo. La mostra si inserisce coerentemente in un percorso che invita lo spettatore ad osservare i miti non come strutture fisse, ma come organismi vivi, in continua riscrittura.
A maggio il musical Cats arriva alla Etihad Arena di Abu Dhabi con una nuova produzione internazionale. Un classico del teatro musicale che unisce danza, musica e immaginazione, confermando il ruolo della capitale emiratina come snodo per i grandi spettacoli globali.
Al Jameel Art Centre di Dubai, Global Positioning System indaga la mobilità come esperienza diseguale e instabile. Tra mappe, infrastrutture e percorsi interrotti, la mostra riflette sulla circularità del movimento e sui limiti dei sistemi di orientamento contemporanei.
A Dubai, la prima personale di Omar Al Gurg presenta una sequenza fotografica dedicata al Kilimanjaro. Scattate durante una spedizione nel 2021, le immagini esplorano cinque ecosistemi diversi. Un diario visivo che intreccia paesaggio, esperienza e presenza umana.
La mostra di Afra Al Dhaheri è una riflessione sulla soggettività contemporanea, su quelle forme di tensione silenziosa che si accumulano nel tempo e nello spazio.
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