Gli abissi astratti di Tahier Helal

Gli abissi astratti di Tahier Helal
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L’arte come strumento per rendere visibile ciò che non lo è. I recenti lavori dell’artista siriano Thaier Helal esposti in una personale alla Ayyam Gallery dall’evocativo titolo Abyss, sono incentrati sul rapporto luce-oscurità. Per comprendere veramente il lavoro di un artista come Thaier Helal è importante considerare la sua biografia e i paesaggi della sua terra natia perché, come ha affermato egli stesso, "quando cresci in un posto come quello la natura è dentro di te, vedi tutto in un certo modo, con una certa luce". Nato in una famiglia di contadini nel Sud-Ovest della Siria, dove il suo precoce talento di artista è stato accolto con sorpresa e diffidenza, Helal ha dovuto conquistare con fatica la possibilità di essere ciò che è. Prima con gite clandestine ai musei di Damasco, poi riuscendosi ad iscrivere alla Facoltà di Belle Arti dell'Università di Damasco dove basilare è stato l’incontro con Mahmoud Hammad, pioniere dell'arte moderna siriana. Altrettanto fondamentale è stato l’incoraggiamento di un artista come Hassan Sharif, che Helal ha avuto l’opportunità di conoscere agli inizi degli anni ’90 quando dalla Siria si è trasferito a Sharjah. Qui ha trovato le risorse e il supporto che gli hanno permesso di concentrarsi sulla sua pratica, sperimentando e crescendo artisticamente fino a diventare, in questi venti anni, una figura di spicco nel panorama dell’astrazione contemporanea in Medio Oriente.
Alessandra Migliorini - © 2021 ARTE.it per Bulgari Resort Dubai