L’area archeologica di Al Ain, da 10 anni Patrimonio Mondiale dell’Unesco

L’area archeologica di Al Ain, da 10 anni Patrimonio Mondiale dell’Unesco
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Scoperti nella seconda metà del XX secolo, i siti culturali di Al Ain, entrati a far parte della World Heritage Site dell’Unesco nel 2011, celebrano 10 anni da questo importante riconoscimento. Si tratta di alcuni siti storico-archeologici e di sei oasi, che testimoniano l'occupazione umana sedentaria di una regione desertica fin dal periodo neolitico. Sulla cima del Gharn Bint Saud, una grande roccia stratificata che si erge nel deserto sono state rinvenute tombe in pietra, la maggior parte delle quali risalenti all’epoca del bronzo e del ferro. Nella stessa area è stato trovato un falaj, antico sistema di irrigazione, di 3000 anni fa, che consentiva di prendere l’acqua da sotto la superficie del terreno. E sempre del 3000 a.C. è il sito di Hili che ha fornito le prime prove di insediamento agricolo negli Emirati Arabi Uniti. Molte delle strutture ritrovate in quest'area risalgono all’età del bronzo e oggi fanno parte di un parco archeologico aperto al pubblico. Tra i reperti che si possono ammirare anche una ricca varietà di fossili risalenti a migliaia di anni fa, quando la zona era ricoperta dal mare. Tra i resti più antichi ci sono quelli di Jebel Hafit, tombe che risalgono a 5000 anni fa, rinvenute in seguito agli scavi di una squadra di archeologi danesi nel 1959.
Alessandra Migliorini - © 2021 ARTE.it per Bulgari Resort Dubai