I mondi invisibili di Halim Al Karim

I mondi invisibili di Halim Al Karim
#Exhibitions

Quelle di Halim Al Karim sono fotografie strategicamente sfocate o alterate, stampe ricoperte a volte da un sottile velo di seta, bianca o nera, per rendere le immagini ancora più indefinite e impalpabili. Tanto più ci si avvicina, tanto più i contorni e i dettagli si appannano. Exiles in Hidden Worlds, titolo della mostra personale dell’artista iracheno, ospitata nel cortile della XVA Gallery, evoca una drammatica esperienza che lo ha fortemente condizionato. Il rifiuto di arruolarsi sotto il regime di Saddam lo costrinse a vivere nascosto per tre anni in un anfratto nel deserto. Un esilio forzato in cui fondamentale è stato l’aiuto di una donna beduina che gli ha portato acqua e cibo, e gli ha insegnato i costumi dei nomadi e il misticismo spirituale. "Quel periodo di orrore mi ha separato dalla realtà, e mi ha costretto a trovare passaggi segreti immaginari per scappare in mondi nascosti in cui trovare rifugio". Sfocare le fotografie significa per Al Karim portarle fuori dal conteso, renderle universali, spingere lo sguardo oltre ciò che è possibile vedere con gli occhi. Quei mondi interiori, invisibili, quel tempo senza tempo, nei quali ha vissuto e grazie ai quali è sopravvissuto, si sono incarnati in queste immagini che contengono i limiti della pura osservazione e rimandano alle visioni e ai sogni.
Alessandra Migliorini - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Dubai