Alla Carbon 12 di Dubai apre la nuova mostra personale di Anahita Razmi, un progetto che ruota attorno alla decostruzione dei miti contemporanei e ai meccanismi attraverso cui significati e valori si consolidano nella cultura visiva globale. Il lavoro dell’artista si colloca in un territorio critico dove oggetti comuni, segni apparentemente innocui e riferimenti pop diventano strumenti per interrogare strutture di potere, appartenenza e memoria. Razmi guarda al mito non come racconto arcaico ma come processo attivo, capace di trasformare elementi quotidiani in portatori di ideologia. Simboli digitali, capi d’abbigliamento, amuleti, riferimenti musicali o culturali sono privati di un significato fisso e osservati nella loro instabilità, nel modo in cui cambiano senso a seconda del contesto e dell’uso. È in questa ambiguità che l’artista individua uno spazio di frizione, dove il linguaggio visivo rivela le proprie implicazioni politiche e sociali. La mostra riunisce opere inedite e sviluppi di serie precedenti, articolando un percorso che attraversa video, installazione, fotografia e interventi testuali. I lavori operano per slittamenti, accostamenti e trasformazioni, costruendo un campo visivo in cui riferimenti eterogenei convivono senza gerarchie prestabilite. In questo scenario, il mito non viene semplicemente smascherato ma analizzato come forza produttiva, capace di modellare comportamenti e percezioni.
Al Louvre Abu Dhabi è tempo di immergersi nella Storia
Al Louvre Abu Dhabi la realtà virtuale diventa esperienza condivisa e strumento narrativo. Il Quantum Dome Project trasforma il viaggio nel passato in un attraversamento fisico e collettivo. Un modello che ripensa il ruolo del museo tra tecnologia, memoria e presenza.
La mostra The Task of the Mythologist introduce la ricerca di Anahita Razmi, artista che lavora sul trasferimento culturale di immagini e gesti. Appropriazione, ironia e rigore concettuale definiscono una pratica che mette in crisi identità e narrazioni dominanti. A Dubai, Razmi indaga il mito come costruzione instabile e in continua riscrittura.
Alla Ishara Art Foundation di Dubai, la mostra Urdu Worlds mette in dialogo le opere di Zarina e Ali Kazim per esplorare l’urdu come spazio di immaginazione e costruzione culturale. Un percorso che attraversa lingua, memoria e immagini senza ridurle a semplice traduzione.
I Def Leppard suonano alla Coca-Cola Arena di Dubai il 2 agosto 2026. Una band che ha definito l’hard rock degli anni Ottanta con un suono potente e costruito. Un concerto che ripercorre un repertorio ancora solido e convincente dal vivo.
The art of hospitality is a thread running through every experience at the Bvlgari Resort Dubai. Relaxing, thoughtful, and elevated, the new exclusive Bvlgari offers are crafted as refined multifaceted escapes capturing all the best of the Resort. A beautiful way to reconnect or immerse oneself in the distinctive charms of Dubai while experiencing unparalleled Italian hospitality in the heart of the UAE.