L’ulivo come simbolo, nelle opere di Tagreed Darghouth

L’ulivo come simbolo, nelle opere di Tagreed Darghouth
#Art

Lo "strano frutto" che dà il titolo alla mostra, la prima personale a Dubai per la Darghouth, è quello dell’ulivo. Questa pianta, infatti, è al centro dei lavori, principalmente acrilico su tela, realizzati dall’artista ed esposti al Tabari Art Space. Un albero dal grande valore simbolico attraverso il quale la pittrice libanese vuole comunicare argomenti importanti che riguardano la situazione socio-politica medioorientale. Immagini pastorali si alternano ad altre in cui le piante d’ulivo sono mutilate, distrutte, ferite; un’alternanza che racconta lo sradicamento di circa 800.000 ulivi, a partire dal 1967, nella Palestina occupata. Per la Darghouth la pittura è un potente mezzo di comunicazione e l’artista ha il dovere di usarlo per portare la propria attenzione, e quella dello spettatore, su temi scottanti, complessi, anche scomodi a volte. In Strange Fruit, è evidente e dichiarata l’ispirazione a Vincent Van Gogh e agli ulivi che l’artista olandese dipinse nel 1889, durante il suo ricovero in una clinica psichiatrica nel sud della Francia, e alla sua concezione di questa pianta come simbolo del ciclo della vita.
Alessandra Migliorini - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Dubai