L’“era perduta” della società britannica secondo Mike Nelson

L’“era perduta” della società britannica secondo Mike Nelson
#Art

Il cuore della Tate Britain diventa lo scrigno di un’era antica, dove le macchine da maglieria provenienti da fabbriche tessili e i lavori in legno strappati a un’ex caserma dell'esercito si intrecciano agli eleganti ambienti neoclassici delle Gallerie Duveen. Nel ricevere l’ambita Tate Britain Commission 2019, Mike Nelson ha concepito per il grande spazio delle Duveen Galleries, le prime gallerie di scultura appositamente costruite in Inghilterra, la mostra intitolata The Asset Strippers. Gli spazi neoclassici diventano così un magazzino di monumenti, emblematici di un'era perduta e che racchiude i tratti più significativi della vecchia società britannica. Attingendo dai residui dell’attività industriale, accostando pezzi di macchinari destinati all’obsolescenza e provenienti da aziende ormai chiuse, innescando una riflessione sull’attuale stato delle industrie britanniche, l’opera affonda le radici nella poetica dell’artista inglese, da sempre impegnato ad allestire lavori al confine tra letteratura, immaginario cinematografico e critica politico-sociale. Il “bottino” dell’artista proviene dalle aste dei liquidatori di società e cantieri di recupero ai quali Nelson si è rivolto per accumulare una collezione di oggetti che simboleggino il declino dell'industria britannica, ma anche delle infrastrutture e dello stato sociale. La mostra presenta i resti di un'epoca passata allestiti insieme in un'installazione che tesse un malinconico viaggio attraverso la recente storia sociale e politica della Gran Bretagna.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London