Il 1776 visto da Londra

Il 1776 visto da Londra
#Exhibitions
La Dichiarazione del Sussex, Riproduzione autorizzata dal West Sussex Record Office

A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, il British Museum evita la retorica celebrativa e sceglie una strada più interessante: raccontare la nascita degli Stati Uniti non come il trionfo di una nuova nazione, ma come una vicenda di alleanze, interessi contrapposti e destini incrociati. La mostra Declaring Independence: USA 250 guarda infatti al 1776 da una prospettiva insolita. Accanto ai coloni americani e alla Corona britannica entrano in scena le popolazioni indigene, protagoniste spesso dimenticate di un conflitto che avrebbe ridisegnato gli equilibri del Nord America. Trattati, doni diplomatici e oggetti simbolici restituiscono il volto di una rivoluzione molto più complessa di quanto raccontino i manuali di storia. Emblema del percorso è la Washington Peace Medal, passata dalle autorità britanniche ai rivoluzionari americani e poi utilizzata come strumento diplomatico nei rapporti con le nazioni native. Un solo oggetto basta a raccontare come il potere cambi mano, si trasformi e costruisca nuove relazioni. La scelta del British Museum è, in fondo, il primo elemento di interesse: è proprio un'istituzione britannica a rileggere l'atto che sancì la perdita delle colonie americane. Più che commemorare un anniversario, la mostra invita ad osservare uno degli eventi fondativi dell'età moderna da un punto di vista più ampio, ricordando che ogni dichiarazione d'indipendenza produce inevitabilmente nuove geografie politiche e nuovi equilibri di potere.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel London