La libertà dello sguardo

La libertà dello sguardo
#Exhibitions
Michaelina Wautier, Flower Garland with a Butterfly, 1652 | Courtesy © Het Noordbrabants Museum | Foto: Peter Cox

Alla Royal Academy of Arts di Londra prende forma una delle più significative operazioni di riscoperta dedicate alla pittura europea del Seicento. La mostra su Michaelina Wautier, in programma nella primavera 2026, è la prima grande esposizione nel Regno Unito consacrata ad un’artista rimasta a lungo ai margini del canone, nonostante una qualità e un’ambizione che la collocano tra le figure più originali del Barocco fiammingo. Attiva a Bruxelles nella metà del XVII secolo, Wautier sviluppa una pratica pittorica sorprendentemente ampia per una donna del suo tempo. Accanto a ritratti di forte intensità psicologica, affronta soggetti mitologici e storici di grande formato, scene di genere e nature morte, muovendosi con disinvoltura tra registri considerati allora prerogativa maschile. Il percorso della mostra restituisce questa versatilità, mostrando come la sua opera non sia un’eccezione marginale, ma una presenza pienamente consapevole nel dibattito figurativo del suo tempo. Uno dei nuclei centrali dell’esposizione è costituito dai grandi dipinti mitologici, tra cui il celebre Trionfo di Bacco, opera che colpisce per la complessità compositiva e per l’audacia iconografica, in particolare nella rappresentazione del nudo maschile. Accanto a questi lavori, la mostra presenta ritratti e cicli allegorici che rivelano una straordinaria attenzione alla resa dei volti, dei gesti e dei rapporti tra le figure, con un uso della luce e del colore che dialoga apertamente con la tradizione fiamminga coeva. La retrospettiva londinese nasce in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna e si inserisce in un più ampio processo di revisione critica che, negli ultimi anni, ha riportato l’opera di Wautier all’attenzione degli studi internazionali. Molti suoi dipinti erano stati a lungo attribuiti ad altri artisti o relegati ad un ruolo secondario. La mostra contribuisce a chiarire attribuzioni, cronologie e contesti, restituendo coerenza ad un corpus limitato ma di altissimo livello. Senza indulgere in letture celebrative o anacronistiche, l’esposizione alla Royal Academy propone un ripensamento sobrio e rigoroso del posto di Michaelina Wautier nella storia dell’arte. Ne emerge il ritratto di un’artista capace di confrontarsi, con piena autonomia, con i grandi temi e le ambizioni della pittura barocca europea.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel London