Alessandro Mendini, l’elogio dell’eccesso

Alessandro Mendini, l’elogio dell’eccesso
#Mostre
Alessandro Mendini, Di (Zerodisegno, 2008),  Collezione di Carlo Poggio | Foto: Donato Di Bello | Courtesy © Estorick Collection

La Estorick Collection of Modern Italian Art apre il 2026 con la prima mostra monografica nel Regno Unito dedicata ad Alessandro Mendini, in programma dal 16 gennaio al 10 maggio. L’esposizione segna un passaggio rilevante per l’istituzione londinese, tradizionalmente concentrata sulle arti visive del Novecento italiano, e riconosce il ruolo di Mendini come figura centrale nella ridefinizione dei confini tra design, arte e architettura nella seconda metà del XX secolo. Il percorso riunisce un nucleo consistente di opere che attraversano l’intera traiettoria dell’autore, dagli anni della critica radicale al funzionalismo fino alla piena affermazione internazionale. Mobili, oggetti di design, disegni, dipinti e lavori sperimentali restituiscono la complessità di una pratica che ha fatto della contaminazione tra linguaggi il proprio tratto distintivo. Mendini ha messo in discussione l’idea di neutralità dell’oggetto industriale, introducendo elementi narrativi, decorativi e simbolici come strumenti progettuali legittimi. Tra i lavori esposti figurano alcuni dei suoi progetti più noti, a partire dalla Poltrona Proust, insieme ad opere meno conosciute che documentano il suo interesse per la storia dell’arte, le avanguardie e la cultura visiva del Novecento. La mostra evidenzia anche il rapporto strutturale tra Mendini e il sistema produttivo italiano, attraverso collaborazioni con aziende che hanno contribuito a trasformare il design in un campo di sperimentazione culturale oltre che industriale. Un’attenzione specifica è dedicata al ruolo di Mendini come intellettuale e mediatore. La sua attività editoriale, alla guida di riviste come Domus, Casabella e Modo, emerge come parte integrante del suo progetto culturale, capace di influenzare generazioni di designer e architetti ben oltre i confini italiani. In questo contesto, la mostra non si limita ad una ricognizione retrospettiva, ma propone una lettura critica del suo contributo al dibattito internazionale sul progetto. L’esposizione alla Estorick restituisce così un autore che ha usato il colore, la citazione e l’eccesso come strumenti di analisi del presente, anticipando temi oggi centrali come l’ibridazione dei linguaggi e il valore simbolico degli oggetti. Una rilettura necessaria, che inserisce Alessandro Mendini in una prospettiva pienamente europea ed internazionale.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel London