Picasso e Ingres, un incontro inatteso alla National Gallery

Picasso e Ingres, un incontro inatteso alla National Gallery
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Adagiata in un’avvolgente poltrona rossa, una donna è ritratta in atteggiamento pensoso e sensuale. Con la tempia poggiata su una mano, nell’altra regge un libro aperto, le cui pagine richiamano la sagoma delle dita spiegate. Alle spalle uno specchio ne riflette il profilo. Forme e colori non lasciano dubbi: si tratta di un Picasso e la modella è Marie-Thérèse Walker, giovane amante dell’artista, in una delle rappresentazioni più somiglianti realizzate dal pittore. Ma la Donna con libro (1932) nasconde un segreto. “Gli artisti minori prendono in prestito, i grandi artisti rubano”, ha detto una volta l’inventore del Cubismo. E così nel ritratto di Marie-Thérèse si specchia uno dei dipinti da lui più amati, la Madame Moitessier (1856) di Jean-Auguste-Dominque Ingres. I due quadri si incontreranno per la prima volta questa primavera alla National Gallery con l’arrivo del Picasso dal Norton Simon Museum di Pasadena, mentre la tela ottocentesca abita da tempo a Trafalgar Square. Sembra che il genio novecentesco l’abbia vista per la prima volta nel ’21: ne rimase talmente colpito che l’ispirazione era ancora viva 11 anni dopo quando, in omaggio al maestro neoclassico, fece sbocciare fiori vivaci sulle maniche dell’abito di Marie-Therese. La posa della mano destra arriva invece da un affresco di Ercolano, dove apparteneva nientemeno che alla divinità dell’Arcadia: maestosa e regale, Madame Moitessier diventa così l’incarnazione della classicità, una dea contemporanea che troneggia nel lusso del Secondo Impero. Picasso la trasferisce tra le onde dell’avanguardia, trasformando un’icona neoclassica in un capolavoro modernista.
Francesca Grego - © 2022 ARTE.it per Bulgari Hotel London