Arte astratta e fotografia: alla Tate va in scena la Forma della Luce

Arte astratta e fotografia: alla Tate va in scena la Forma della Luce
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Arte astratta e fotografia s’intrecciano in una storia affascinante fino ad oggi mai indagata a fondo. A passarla al setaccio alla Tate Modern sono circa 300 opere realizzate da più di 100 artisti, tra il primo decennio del Novecento e la diffusione del digitale. Le più innovative esperienze fotografiche si giustappongono a celebri dipinti e sculture, in un confronto che getta nuova luce su entrambi i versanti: la pittura cubista di George Braque e gli scatti di Pierre Dubreuil, l’Espressionismo Astratto di Jackson Pollock e i luminogrammi di Otto Steinert, il corpo dei Surrealisti e le Distorsioni di André Kertesz. In mezzo al guado, l’opera di geni trasversali come Man Ray e Làzlò Moholy-Nagy mostra appieno il corto circuito tra media e linguaggi diversi. E proprio Man Ray fu uno dei protagonisti di The Sense of Abstraction, l’esposizione pionieristica che nel 1960 portò l’attenzione del pubblico del MoMa sul valore della fotografia astratta: nel percorso della Tate, opere originali e fotografie dell’allestimento documentano questo evento cruciale. Passando per le sperimentazioni dell’Optical e della Kinetic Art, si giunge ai nostri giorni, ai lavori di artisti affermati come Barbara Kasten e Thomas Ruff o alle novità inedite firmate da AntonyCairns, Maya Rochat, Daisuke Yokota.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London