Alla National Gallery il peccato incontra l’arte

Alla National Gallery il peccato incontra l’arte
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Definito universalmente nei secoli come una colpa o una deplorevole offesa, il peccato si insinua nella storia dell’uomo sin dalla sua apparizione nel mondo. Considerato dal Ccristianesimo, e dalle principali religioni, una trasgressione contro la legge divina, ha sedotto anche i pennelli dai maggiori artisti di ogni tempo, stuzzicando fantasie e dando origine a capolavori di rara bellezza. La National Gallery accoglierà la prima grande mostra nel Regno Unito che esplora il concetto di peccato nell’arte, riunendo opere che abbracciano secoli e che includono artisti come Bruegel e Velázquez, Tracey Emin ed Andy Warhol. I dipinti della collezione della National Gallery realizzati tra il XVI e il XVIII secolo affiancheranno prestiti provenienti da importanti collezioni internazionali private e pubbliche. Il visitatore passerà accanto al Giardino dell'Eden di Jan Brueghel il Vecchio, in arrivo da una collezione privata di Hong Kong, o all’Adamo ed Eva di Lucas Cranach il Vecchio, con le sue scene dell'Antico Testamento che hanno contribuito a definire il concetto di peccato nella nostra coscienza collettiva “occidentale”. Il pittore tedesco, infatti, ritrae il momento descritto nel Libro della Genesi in cui Adamo ed Eva mangiano il frutto proibito e vengono espulsi dal Giardino dell'Eden per aver commesso il primo peccato. Altri dipinti mostrano atti di redenzione, espiazione, confessione: le opzioni disponibili per cancellare il peccato, mentre l'opera al neon di Tracey Emin Era solo un bacio potrebbe essere considerata una confessione laica e ambigua. Oltre ad offrire una riflessione sulla natura durevole e universale del peccato, la mostra include anche dipinti di Jan Gossaert, Jan Steen, Bronzino e Venere e Amore di Lucas Cranach il Vecchio, recentemente acquisiti dalla Galleria.
Samantha De Martin - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel London