Alla National Gallery riapre la Sala del Barocco

Alla National Gallery riapre la Sala del Barocco
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L'Adorazione dei pastori di Guido Reni si fa largo al centro della Sala 32, la più grande della National Gallery, attirando a sé lo sguardo dei visitatori. Accanto a questa grande pala d'altare, anche il Ragazzo morso da un ramarro e La cena di Emmaus e Salomè con la testa di Giovanni Battista di Caravaggio, a dialogo con i capolavori di Guercino, Artemisia e Orazio Gentileschi, che si fanno ammirare in un grande concerto per gli occhi. Dopo 21 mesi di restauro, generosamente supportato da Julia e Hans Rausing, ai quali è dedicata, la Sala 32, scrigno dell’arte barocca italiana, torna a mostrarsi ai visitatori della National Gallery secondo lo schema decorativo originale del suo architetto, Edward Middleton Barry. Nel corso del XX secolo molteplici ristrutturazioni ne hanno alterato in modo significativo l'aspetto, ma a mostrare come doveva essere in origine questa Sala è il dipinto di Giuseppe Gabrielli (in prestito alla National Gallery dalla Government Art Collection) che fornisce preziosi dettagli circa gli elementi architettonici originali dell’ambiente, come il lucernario e i pavimenti in legno. La parete rosso scuro, il fregio e le lunette i cui disegni alternano leoni alati e delfini, sono stati ripristinati secondo la combinazione dei colori originali, così com’è stata completamente restaurata la lunetta dedicata a Tiziano, sopra la porta Sud. Ampliatasi nel 2013 grazie al lascito di 25 dipinti dello storico dell'arte Sir Denis Mahon, la collezione barocca si è andata nel tempo arricchendo di capolavori quali l'Autoritratto di Artemisia Gentileschi nelle vesti di Santa Caterina d'Alessandria, arrivato nel 2018 e, nel gennaio 2020, dell'imponente tela con Il ritrovamento di Mosè di Orazio Gentileschi. Sublime anche il Ritratto del cardinale Marco Gallo di Giovanni Battista Gaulli, con la sua cornice italiana del XII secolo.
Samantha De Martin - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel London