Alla Royal Academy of Arts vanno in scena il nudo e la bellezza

Alla Royal Academy of Arts vanno in scena il nudo e la bellezza
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Quando, nel 1541, Michelangelo ebbe ultimato il suo Giudizio Universale nella Cappella Sistina, la folta schiera di corpi nudi si rivelò così controversa che papa Pio IV incaricò Daniele da Volterra, detto il Braghettone, di nascondere le nudità delle figure con alcuni drappeggi. L’evoluzione del nudo, fiorito fino a quella data nell’Europa del Rinascimento è al centro di The Renaissance Nude, un percorso che ne esplora il significato nella cultura umanista e illustra gli atteggiamenti e la spiritualità artistica offrendo un focus sugli anni che vanno dal 1400 al 1530. Dall’arte cristiana, con episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, al ruolo dei grandi personaggi del Rinascimento come la grande mecenate delle arti Isabella d'Este, Marchesa di Mantova, dalla vulnerabilità umana, allo studio dell’anatomia e delle proporzioni, la mostra offre un viaggio tra dipinti, sculture, stampe, disegni, manoscritti miniati. Ad accogliere i visitatori ci saranno anche la Venere Anadiomene di Tiziano, in arrivo dalla National Galleries of Scotland di Edimburgo, il San Sebastiano di Bronzino, l’Adamo ed Eva di Albrecht Dürer e ancora numerosi disegni di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London