Per molti visitatori europei la Corea è il Paese di Parasite, delle serie televisive, del K-pop e delle piattaforme digitali. Il British Museum ha deciso di partire da un'altra prospettiva. Dal 1° ottobre 2026 il museo londinese ospita Korea, la prima grande esposizione dedicata alla storia e all'arte coreana organizzata dall'istituzione britannica dopo oltre quarant'anni. La scelta non è casuale. Negli ultimi anni la cosiddetta Hallyu, l'onda culturale coreana, ha trasformato la percezione internazionale del Paese. Cinema, musica, televisione e tecnologia hanno reso familiare un immaginario che fino a pochi decenni fa restava relativamente periferico agli occhi occidentali. La mostra londinese prova invece a raccontare ciò che precede questo successo globale, ricostruendo oltre duemila anni di storia culturale, dal 300 a.C. ai giorni nostri. La mostra riunisce opere provenienti dal National Museum of Korea, dal National Museum of Modern and Contemporary Art e dalle raccolte del British Museum. Il nucleo principale proviene però dalla celebre Collezione di Lee Kun-hee, l'imprenditore che guidò Samsung e che nel 2021 lasciò allo Stato coreano oltre 23.000 opere e manufatti. Si tratta di una delle più importanti donazioni culturali della storia recente asiatica, oggi al centro di una vasta tournée internazionale che ha già toccato Washington e Chicago prima dell'arrivo a Londra. Il percorso attraversa epoche molto diverse. Dalle antiche lavorazioni in oro alle ceramiche celadon del Periodo Goryeo, dai dipinti buddhisti agli oggetti della cultura confuciana della Dinastia Joseon, fino alle opere del Novecento e dell'età contemporanea. Accanto a manufatti rituali e oggetti destinati alle corti reali compaiono lavori di artisti moderni come Nam June Paik, figura centrale nella nascita della videoarte. La mostra arriva in una fase di forte visibilità internazionale per le istituzioni culturali coreane. Il National Museum of Korea è oggi tra i musei più visitati al mondo e Seoul si è affermata come uno dei principali poli culturali dell'Asia, con un ruolo crescente anche nel mercato internazionale dell'arte.
Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia, Louis Fratino presenta alla David Zwirner di Londra un nuovo ciclo di dipinti dedicati all'intimità e alle relazioni umane. Tra interni domestici e figure sospese nel quotidiano, la sua pittura riscopre la forza poetica della vicinanza.
Alla National Gallery di Londra, un capolavoro di Thomas Gainsborough incontra la rilettura di Yinka Shonibare. Un dialogo tra Settecento e contemporaneo che riapre il dibattito su potere, identità e memoria coloniale.
Alla White Cube l'artista di Hong Kong presenta una nuova serie di dipinti che esplorano la fragilità delle relazioni e il senso di appartenenza. Figure sospese, atmosfere essenziali e immagini aperte trasformano l'introspezione in una riflessione sulla condizione umana contemporanea.