Miti al femminile: Artemisia Gentileschi alla National Gallery

Miti al femminile: Artemisia Gentileschi alla National Gallery
#Exhibitions

Rendere bella una scena di decapitazione non è da tutti, ma Artemisia Gentileschi colpisce nel segno. Dopo più di un rinvio, le sue tele cruente e sublimi sono pronte a mostrarsi alla National Gallery nell’evento più atteso dell’anno. Circa trenta opere in arrivo dalle più prestigiose collezioni europee e americane scandiranno la prima monografica dedicata all’artista nel Regno Unito: dall’Autoritratto come suonatrice di liuto alle due versioni di Giuditta con la testa di Oloferne, fino ad una preziosa coppia di pale d’altare - l’Annunciazione e il San Gennaro nell’Anfiteatro di Pozzuoli - mentre un focus speciale sarà dedicato a Susanna e i vecchioni, soggetto del primo dipinto firmato dall’artista diciassettenne e della sua ultima opera, realizzata più di 40 anni dopo. A fare gli onori di casa sarà invece l’Autoritratto nei panni di Santa Caterina d’Alessandria, acquisito nel 2018 dal museo di Trafalgar Square per 3.6 milioni di sterline. “Troverai lo spirito di Cesare nell’animo di una donna”, scrisse l’artista al cardinale Antonio Ruffo, e forse non è un caso se la sua produzione si presenta come una superba galleria di figure femminili. Dietro le icone del mito e delle Sacre Scritture c’è Artemisia in carne e ossa: prima donna dell’Accademia di Firenze, artista di immenso coraggio e di valore ancora maggiore, capace di emergere nel milieu competitivo e tutto maschile della pittura seicentesca italiana.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel London