Femminile surreale: 70 anni di Dorothea Tanning

Femminile surreale: 70 anni di Dorothea Tanning
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“Puoi essere una donna e puoi essere un’artista. Ma la prima cosa è un dato di fatto, la seconda sei tu”. Affermarsi nell’ambiente connotato al maschile del Surrealismo non dev’essere stato facile, e avere un marito noto come Max Ernst le ha sicuramente fatto ombra: ma Dorothea Tanning aveva davvero un talento incoercibile. Lo dimostrano le quotazioni raggiunte oggi dalla sua pittura, oltre il milione di dollari a dipinto. Pittrice, scrittrice, poetessa e perfino costumista teatrale, la Tanning sbarca alla Tate Modern con circa 100 opere per la più grande retrospettiva degli ultimi 25 anni. Dal primo incontro con Ernst alle pietre miliari di una lunghissima carriera, scopriamo come l’artista abbia ampliato il linguaggio del Surrealismo, esplorando con sensibilità assolutamente personale gli spazi domestici, il desiderio e la sessualità. Se la qualità della sua pittura è di altissimo livello, l’inventiva certo non manca. Ignoto e familiare si combinano in opere dall’effetto straniante, che si tratti di capolavori dipinti come Eine keine Nachtmusik o delle sculture in tessuto che la Tanning sperimenta negli anni Sessanta e che più tardi influenzeranno artiste come Louise Bourgeois o Sarah Lucas. A questa parte della produzione la Tate dedica uno spazio speciale: l’immaginaria Chambre 202, Hotel du Pavot che raccoglie sulle pareti un campionario di corpi morbidi dal fascino perturbante.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London