Per oltre un secolo la National Gallery ha costruito la propria identità intorno alla pittura europea dal XIII al XIX secolo. Con German Expressionism: Modern Painting 1900-1918, in programma dal 20 marzo al 1° agosto 2027, il museo londinese entra invece in un territorio finora rimasto quasi ai margini della sua programmazione: l’arte del Novecento. La mostra sarà la prima organizzata dalla National Gallery dedicata ad un movimento artistico successivo al 1900 e la prima nel Regno Unito e in Irlanda, dagli anni Sessanta, a mettere in relazione i due nuclei fondamentali dell’Espressionismo tedesco: Die Brücke e Der Blaue Reiter. Entrambi nacquero nei primi anni del XX secolo, tra Dresda, Berlino e Monaco, sviluppando una pittura che rifiutava naturalismo e accademia attraverso colori violenti, deformazioni formali e una forte componente soggettiva. L’esposizione riunirà oltre cinquanta opere provenienti da musei e collezioni internazionali, molte delle quali raramente esposte nel Regno Unito. Il progetto è organizzato in collaborazione con la National Gallery of Ireland, dove la mostra si trasferirà nell’autunno del 2027. Secondo il museo londinese, il percorso intende raccontare “una storia alternativa della modernità”, diversa da quella centrata sulla tradizione francese che ha dominato gran parte della narrazione sull’arte moderna europea. In questo contesto l’Espressionismo tedesco viene presentato come uno dei momenti decisivi nella ridefinizione della pittura del XX secolo, tra tensioni spirituali, urbanizzazione, inquietudini sociali e sperimentazione visiva. L’iniziativa si inserisce anche in una fase di trasformazione più ampia della National Gallery. Negli ultimi anni il museo ha iniziato ad estendere progressivamente il proprio raggio cronologico oltre il limite storico del 1900, aprendo un confronto implicito con il ruolo tradizionalmente occupato dalla Tate Modern nel panorama britannico dell’arte moderna e contemporanea. Tra gli artisti associati ai due gruppi figurano Ernst Ludwig Kirchner, Wassily Kandinsky, Franz Marc, Emil Nolde e Gabriele Münter. Più che un movimento compatto, l’Espressionismo tedesco fu una costellazione di esperienze diverse, interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e successivamente colpita dalle campagne naziste contro la cosiddetta “arte degenerata”.
La Tate Modern ricostruisce la storia internazionale del Pittorialismo, dagli anni Ottanta dell'Ottocento al Novecento. Da Alfred Stieglitz a Ho Fan, fotografi di Europa, America, Asia, Africa e Australia sperimentano nuove possibilità dell'immagine.Tecniche di stampa, manipolazioni e contaminazioni visive accompagnano l'affermazione della fotografia come linguaggio artistico.
Alla National Gallery di Londra, un capolavoro di Thomas Gainsborough incontra la rilettura di Yinka Shonibare. Un dialogo tra Settecento e contemporaneo che riapre il dibattito su potere, identità e memoria coloniale.
A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, il British Museum racconta la nascita degli Stati Uniti da una prospettiva inedita. Una mostra che affianca ai Padri Fondatori la Corona britannica e le nazioni indigene, restituendo tutta la complessità di un evento che ha cambiato la storia.
La celebre rock opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice torna nel West End con una nuova produzione. Sam Ryder interpreta Gesù, mentre Boy George veste i panni di Erode in uno dei musical più influenti degli ultimi cinquant'anni. Un classico che continua a unire racconto biblico, rock e teatro contemporaneo.