Helmet Heads: potenza e mistero nella scultura di Henry Moore

Helmet Heads: potenza e mistero nella scultura di Henry Moore
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Un grande protagonista del XX secolo svela il suo volto meno noto: si tratta di Henry Moore, in mostra alla Wallace Collection con le sculture dalla serie Helmet Heads, insieme in una mostra senza precedenti. Disegni, schizzi, maquette e modelli di grandi dimensioni arricchiscono il percorso aprendo una finestra sui processi creativi del maestro modernista. Ma ancor più interessante è che l’esposizione si tenga proprio nel luogo che fornì a Moore la prima ispirazione: se è vero che già da bambino il futuro scultore fu conquistato dalle effigi dei guerrieri medievali presenti nelle chiese dello Yorkshire, fu nelle sale della Wallace Collection che da studente sviluppò una vera e propria fascinazione per gli elmi antichi, esposti tra le meraviglie di un museo che spazia da Canaletto a Rembrandt e Velàsquez, dalle miniature all’oreficeria. Accanto alle opere arrivate con la collaborazione della Henry Moore Foundation, i visitatori potranno perciò ammirare gli oggetti originali che stimolarono la fantasia dell’artista: elmi e armature pregiate provenienti dall’antica Grecia o dal Rinascimento, fino all’equipaggiamento dei soldati durante la Grande Guerra, cui Moore partecipò personalmente. In evidenza l’impatto di tale repertorio sull’immaginazione dello scultore: le idee di forza, protezione e vulnerabilità e la loro trasformazione in forme pure, ma anche l’influenza di questi temi su lavori che nulla hanno a che fare con il mondo della guerra, dalle Figure sdraiate alle diverse versioni di Mother and Child.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London