Illusioni di luce: Olafur Eliasson alla Tate Modern

Illusioni di luce: Olafur Eliasson alla Tate Modern
#Exhibitions

Era il 2003 quando Olafur Eliasson inondava la Turbine Hall della giovanissima Tate Gallery con i chiarori di un lungo tramonto in The Weather Project. Oggi l'artista danese torna a Londra con la più ampia mostra monografica mai organizzata su di lui: circa 30 opere per rivivere tre decenni di carriera e sette inediti per nuove esperienze sensoriali. “Seeing yourself sensing” è infatti la parola d'ordine di Eliasson, che attraverso stimoli cromatici, luminosi e olfattivi invita il pubblico a riflettere sulle relazioni istaurate con l'ambiente circostante. Lampade, proiettori, specchi e ventole sconvolgono le coordinate della Tate Modern regalandoci percezioni cangianti: se Your blind passenger trasfigura un lungo corridoio immergendoci in un mare di nebbia colorata, Moss Wall trasporta un'immensa parete di licheni islandesi nello spazio asettico e climatizzato del museo, mentre Rain Window dà l'illusione di una pioggia perenne e Waterfall crea una cascata artificiale alta 11 metri proprio all'inizio del percorso. Ancora più sorprendente, poi, è scoprire che l'effetto non è lo stesso per tutti i visitatori: alcune installazioni, infatti, sono fruibili appieno solo posizionandosi in punti ben precisi. E se i 450 prototipi della Model Room offrono un inside nel lavoro creativo dell'artista e dei suoi collaboratori, The Expanded Studio mostra l'impegno di Eliasson nei temi sociali e ambientali con oggetti ad alto tasso di innovazione o installazioni suggestive come Ice Watch, composta di ghiacci provenienti dalla Groenlandia.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London