London Calling. Tutta l'energia dei Clash in una mostra

London Calling. Tutta l'energia dei Clash in una mostra
#Exhibitions

Quando, nel 1979, i Clash fecero uscire il loro terzo disco, fu subito chiaro a tutti che si trattava di un cult. Mentre una generazione gridava alla morte del punk, qualcosa di nuovo era già nato in uno studio alla periferia di Londra, sopra un'autofficina. “Che elettricità, che intensità maniacale, potrei benissimo morire facendo un disco”, commentò il produttore Guy Stevens. Con il suo esplosivo mix di generi il doppio album del quartetto londinese vendette due milioni di copie, tagliando il traguardo del Disco di Platino nel Regno Unito e negli Stati Uniti. A quarant'anni dal fatidico evento, il Museum of London lo celebra in una mostra imperdibile: strumenti musicali originali, autentici cimeli, fotografie, grafiche, capi di abbigliamento e naturalmente tanta musica rievocano il fenomeno che portò i Clash a diventare la band britannica più popolare nel mondo. Dieci anni dopo la rivista Rolling Stone avrebbe parlato di London Calling come del migliore album degli anni Ottanta e del numero otto in tutta la storia del rock. “Al Museum of London - spiega la curatrice Beatrice Behlen - raccontiamo le storie della nostra capitale attraverso gli oggetti e i ricordi delle persone che hanno vissuto qui. Questa mostra ne offrirà un esempio nuovo e vibrante, esponendo oggetti personali visti raramente e raccontando l'incredibile storia di come London Calling abbia rappresentato - e per molti rappresenti ancora - il suono di una generazione”.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London